Cliente
Società industriale
Anno
2022
Intervento
Caratterizzazione avanzata e bonifica di acque sotterranee
Località
Area urbana, Nord Italia
Caso di studio completo
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Pubblicazione scientifica
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Tre tecnologie per tre livelli di concentrazione. La complessità risolta attraverso i dati. Approccio idrogeochimico integrato per attività di caratterizzazione e bonifica: l’importanza di un “Modello concettuale del sito avanzato” per la gestione di un pennacchio da solventi clorurati in un contesto urbano con forti vincoli logistici e idrogeologici.

Esigenza
In un quartiere urbano densamente popolato, le acque sotterranee risultavano contaminate da percloroetilene (PCE), derivante da storiche attività industriali di sgrassaggio metalli. Nonostante la presenza di un sistema di pompaggio e trattamento attivo al confine dell’impianto come barriera idraulica, il plume di contaminazione si era progressivamente esteso nelle aree esterne al perimetro industriale, raggiungendo zone residenziali. La gestione di questo pennacchio diffuso ha richiesto un approccio ponderato, capace di operare in un contesto caratterizzato da forti vincoli logistici, idrogeologici e sociali.

Obiettivo
Definire un Modello Concettuale del Sito sufficientemente robusto da orientare la scelta e il posizionamento delle tecnologie di bonifica più idonee, interrompendo la migrazione del plume verso aree sensibili e riducendo le concentrazioni di PCE in falda con soluzioni sostenibili e minimamente invasive.

Scenario operativo
Il sito è ubicato in un’area residenziale di una grande città italiana del Nord, dove un impianto industriale ha storicamente generato un pennacchio diffuso di PCE nell’acquifero sottostante. L’acquifero principale è ospitato in depositi ghiaiosi a circa 22 m di profondità, con spessori saturi ridotti nelle zone a valle dell’impianto — da pochi decimetri a 1 m — in parte influenzati dal pompaggio continuo della barriera idraulica esistente.

Principali criticità
– Elevata densità abitativa e presenza di istituti scolastici nelle immediate vicinanze degli interventi;
– Forte limitazione degli spazi accessibili e dei tempi di cantiere;
– Geometria del plume complessa, con accumuli di PCE alla base dell’acquifero e nei livelli a bassa permeabilità sovrastanti;
– Necessità di evitare impatti secondari sulle matrici ambientali e sulla popolazione residente.

Soluzione operativa
Il progetto è stato sviluppato con un approccio integrato e multiscala, articolato in tre livelli di intervento differenziati in funzione dei livelli di concentrazione rilevati e delle peculiarità idrogeologiche locali:

  • Pozzi di circolazione coassiale con air sparging (IEG CGC-AS®), installati a barriera ortogonale al flusso di falda nelle zone ad alta concentrazione, per trasferire il PCE dalle matrici contaminate in un flusso gassoso trattato in superficie, senza pompaggio diretto dell’acqua;
  • Iniezione combinata di carbone attivo colloidale (PlumeStop®) e ferro micrometrico zerovalente solforato (S-MicroZVI®) nelle zone a concentrazione intermedia, per creare barriere adsorbenti e riducenti in situ stimolando la declorazione biologica riduttiva;
  • Attenuazione Naturale Monitorata nelle zone a concentrazione inferiore, già ampiamente riscontrata nel sito negli anni precedenti.

La strategia è stata fondata su un Modello Concettuale del Sito integrato, costruito attraverso l’elaborazione di 127 sondaggi geologici, 155 punti di monitoraggio idrogeochimico e 20 verticali di indagine MIP, che ha permesso la profilazione verticale ad alta risoluzione della contaminazione e orientato il posizionamento e la configurazione di ogni intervento.

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Bonifica integrata di acque sotterranee contaminate da solventi clorurati
Indagini ambientali // perforazioni // bonifiche siti contaminati
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